Anno 2019 (Parte 1)

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7. 3. 2019

In sogno ho visto due bambine di circa cinque anni. Entrambe mi sorridevano. All’improvviso una è corsa verso di me e mi ha abbracciato. Poi mi sono trovata improvvisamente in una stanza per bambini, dove giaceva una ragazzina di circa sei o sette anni. D’un tratto è entrato nella stanza suo padre e ha chiuso la porta. Quando la bambina lo ha visto, è stata sopraffatta dalla paura, perché sapeva già che le avrebbe fatto del male. Che le avrebbe fatto di nuovo quelle cose cattive. Terrorizzata, giaceva impotente e… Dio mi ha fatto provare per un momento il suo dolore e la sua paura. È stato terribile.
Gesù ha detto: “Barlička, ti ho mostrato la sofferenza dei bambini maltrattati anche in questo modo. Le due bambine che hai visto erano tra questi bambini. Una è venuta a ringraziarti per quello che fai per loro.”
Valentín ha scoperto che la sua ernia era scomparsa. Mi ha chiamato per farmi vedere, per capire se si stesse sbagliando. L’ernia era davvero sparita.
Il Signore Gesù gli ha detto: “Valentín, il tuo raffreddore ha complicato tutto e vi siete trovati in una situazione senza soluzione. L’operazione deve essere rimandata e tra poco dovrete partire per Rotonda, quindi mi sono preso cura di te. Ho posticipato l’operazione.”

8.3. 2019

Mi è stata mostrata mia figlia Majka e poi ho sentito una voce che diceva: “Questi sono i tre angeli che la proteggono,” e mi sono stati rivelati i nomi di tre angeli. Quando mi sono ripresa, ho dimenticato i nomi.
Gesù ha detto: “Sì, Majka ha ricevuto tre angeli. I loro nomi non sono importanti, ma il fatto che la proteggano sì. La sto preparando per il mio piano. Ha bisogno di una protezione maggiore. La sto preparando per una missione futura.”

9.3. 2019

Oggi Majka mi ha raccontato il suo sogno: “Camminavo su un’autostrada. Ero spaventata e confusa, mi chiedevo come uscire da lì. La strada era larga, il sole splendeva, intorno c’era la natura, l’erba e le erbacce lungo i bordi non si muovevano, non c’era vento, ma nel profondo dell’anima sentivo che ero nel posto sbagliato e che non dovevo andare lì. Era una strada a senso unico. Non potevo tornare indietro, perché una forza sconosciuta mi obbligava a camminare solo in avanti. Dietro di me avanzava lentamente un uomo che so vivere in adulterio. Mi guardava in modo diabolico, aveva una cintura metallica che non si poteva slacciare, impossibile da togliere. Davanti a me camminava un altro uomo, che si voltava di tanto in tanto con un ghigno diabolico per controllare se stessi avanzando. Ero terribilmente oppressa e spaventata da quei due e dall’impossibilità di abbandonare quella strada.
Lungo la strada camminavano anche due donne anziane, amiche. Chiacchieravano ignare, avvicinandosi a un punto con una fitta boscaglia dove si nascondeva un uomo che voleva ucciderne una. Quando si sono avvicinate al suo nascondiglio, lui le ha ipnotizzate con la forza della mente, impedendo loro di fuggire o opporsi. Ha sgozzato quella che voleva uccidere, quasi staccandole la testa dal corpo, e ha assassinato anche l’amica, perché testimone indesiderata. Per un momento ho vissuto i sentimenti e la conversazione spensierata di quelle donne, prima una, poi l’altra, solo chiacchiere vuote e mondane. Poi mi sono trovata nel corpo dell’assassino, tramando come eliminare quella donna.
Successivamente mi sono ritrovata in una piccola cappella, dove c’era una giovane credente. Si guardava intorno sorpresa, ma anche con un certo interesse. All’improvviso ero nel suo corpo e provavo quello che provava lei. Nel suo corpo desideravo prendere la fede più sul serio e cambiare qualcosa nella mia vita. Ho sentito una voce che mi diceva di pregare ogni giorno due rosari alle Sante Piaghe. Sono uscita e ho visto una grotta con Gesù crocifisso. Lo guardavo, pensando al rosario, volevo meditare un po’, ma all’improvviso un giovane mi ha preso per le spalle, distraendomi, trascinandomi via dalla grotta e parlandomi senza sosta di quanto gli piacessi. Per un attimo sono stata quel giovane: la ragazza mi piaceva molto e la volevo solo per me. Le ho detto di non pensare a quelle sciocchezze, che ci aspettava una bella vita in città.
Poi ero un altro uomo, un biondo con i capelli corti, che insieme alla moglie aveva ideato un piano per avere un altro figlio. Essendo in lui, pensavo come lui. Avevamo un figlio e il secondo non arrivava, così mi è venuta l’idea di andare in un posto dove si tenevano orge e scegliere qualcuno per la fecondazione. E così abbiamo fatto. Siamo entrati in un negozio con libri per bambini, vestiti e altro, ma guardandomi meglio intorno ho capito che era una facciata. In realtà quel posto serviva per le orge. Nelle stanze sul retro c’erano divani, quadri appesi per finta, e ovunque uomini e donne nudi. Ho visto anche una donna che in realtà era un uomo con un viso femminile, ed è proprio quello che questa coppia ha scelto per la fecondazione. Durante l’atto mi sono ritrovata nel corpo di quella donna. Aspettavo che finisse, perché mi sentivo male e sono andata a vomitare. Ovunque c’era puzza, sporcizia e disordine. Mio marito osservava tutto. All’improvviso ero nel suo corpo, con i suoi sentimenti e pensieri. Ero soddisfatto che mia moglie avesse finito, che fosse stato rapido, ora bastava aspettare per vedere se fosse rimasta incinta. Per un momento sono tornata nel corpo della moglie, mi sono vestita in fretta e sono corsa fuori, vomitando perché mi sentivo schifata e sporca. Rimproveravo mio marito per avermi costretta a farlo, dicendogli che se dovevo rimanere incinta, lo sarei stata anche con lui, visto che avevamo già un figlio. Mentre litigavamo, abbiamo notato un uomo calvo che ci rubava l’auto, così siamo dovuti tornare a casa in autobus. Ho visto l’autista fermarsi in un parcheggio vicino a un istituto per disabili e annunciare una pausa obbligatoria.

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